In esito ad un dettagliato lay-out funzionale, si è elaborata una strategia costruttiva che sia in grado di razionalizzare e pianificare la produttività e quanto necessario a mantenere l’alta qualità che ha sempre contraddistinto il lavoro dell’Azienda, tra le più premiate a livello internazionale nel settore vitivinicolo con un preciso indirizzo biologico e vegano.
Il progetto
Lo schema funzionale
Dovendo concentrare le attenzioni sull’aspetto produttivo, si è inteso lavorare sui lati sud ed est del fabbricato, ragionando sulla pianta come elemento funzionale di una filiera produttiva valutata sull’accorciamento delle distanze nei vari passaggi e sulla contiguità funzionale con gli elementi esistenti, oltre al fatto di impostare un nuovo flusso nell’ingresso dei mezzi di trasporto merci attraverso l’apertura di un nuovo accesso carraio che separi in modo netto il traffico veicolare tra aspetti legati alla produzione e quelli connessi alla vendita ed alla rappresentanza che mantengono l’accesso esistente. Il nuovo sistema pone ordine anche al passaggio dei mezzi, evitando di transitare con trattori e carri nello spazio compreso tra l’abitazione e la prima cantina che comporta manovre lente e difficoltose nell’accesso al piazzale laterale esistente.
Con questa logica si è ipotizzato un ampliamento a forma di L a cingere su due lati il primo nucleo edificato della cantina che resta il cuore degli aspetti legati allo stoccaggio dei materiali in maturazione. Si è pertanto deciso di addossare a sud un primo corpo di fabbrica di forma rettangolare in pianta e profilo semplice con tetto a due falde, alto quanto necessario ad ospitare in modo ottimale le cisterne di primo accumulo del materiale pigiato.
In pianta il corpo di fabbrica è sostanzialmente diviso in due parti, di cui la parte fronte via Carline è chiusa a formare un ambiente interno (costituita dal primo stralcio funzionale affrontato con progetto specifico), mentre la parte retrostante è costituita sostanzialmente da un grande elemento porticato all’interno del quale avvengono le prime fasi di lavorazione delle uve, attraverso pigiatura, pressatura e deposito dei mosti nelle cisterne in acciaio inox. Lo spazio coperto e protetto da vento e pioggia con pareti e sistemi mobili ove necessario (a protezione principale dei venti da est e a protezione parziale a sud in corrispondenza delle presse), presenta un ampio varco a sud in modo da avere il massimo spazio utilizzabile per lo scarico delle uve dai carri direttamente in pigiatrice parzialmente posizionata in fossa.
Nel processo produttivo, le vinacce vengono espulse con nastro mobile dalle presse attraverso il portone ad est la cui altezza detta l’angolo di inclinazione necessario allo scarico su cassone che nel settore est può essere agevolmente parcheggiato senza creare ostacolo al traffico dei mezzi tra il fianco ed il retro dove viene ricavato lo spazio per le manovre. Dall’area di pigiatura e primo stoccaggio, i fluidi vengono pompati in condotta alla metà chiusa del fabbricato prospiciente via Carline, dove comincia il processo di maturazione dei mosti e che comunica attraverso la campata a sud con il cuore della prima cantina, in cui permarranno in modo rivisto le botti e le cisterne esistenti. Dal nuovo spazio di lavorazione, un percorso trasversale segnato da ampi varchi prospicienti, rimarca ed amplia il percorso attuale tra la produzione ed il primo magazzino esistente.
La campata opposta al magazzino e adiacente all’ampliamento diventeranno un reparto di lavorazione collegato con l’ampliamento attraverso ampie aperture poste sulla parte alta della parete, mentre dietro allo spazio troverà posto un vano ad uso saltuario per l’appassimento delle uve, collegato con un portone al portico della pigiatura . Per evitare condizioni di irraggiamento solare diretto, questa prima parte dell’ampliamento avrà finestre su ogni campata in posizione alta e rivolte a nord, posizionate sopra alla linea di gronda della falda dell’edificio esistente.
Un sistema di portoni longitudinale mette in comunicazione la parte frontale dell’intervento con il portico retrostante. Il portico posteriore della prima cantina verrò chiuso con una serie di tamponamenti atti a formare un locale autoclavi collegato direttamente al reparto stoccaggio esistente attraverso un nuovo portone e l’allargamento delle due finestre varco esistenti così da consentire illuminazione ed aerazione attraverso la grande finestra che verrà ricavata in posizione alta sul timpano restante dall’accostamento con l’ampliamento posteriore che si tratterà in seguito. Il sistema consentirà adeguata ventilazione anche attraverso il piccolo magazzino al piano primo del lato ovest esistente, di fatto un soppalco aperto sul reparto stoccaggio con una aerazione ed illuminazione contrapposta da est e da ovest. La zona autoclavi è provvista di un piccolo magazzino chiuso con finestra aperta sul portico di pigiatura .
La scelta di inserire il locale autoclavi in questa posizione deriva dalla prassi di imbottigliamento con camion attrezzato a noleggio posizionato sul tunnel centrale e attraverso il quale sia possibile un rapido e corto spostamento dei fluidi all’impianto temporaneo. È nelle previsioni dell’azienda in futuro localizzare un impianto di imbottigliamento in sede del magazzino bottiglie esistente e di rivedere il quadro delle aperture verso il tunnel centrale per avere un passaggio razionale ai magazzini posizionati nel primo ampliamento e nell’ampliamento di progetto in adiacenza alla zona delle autoclavi. Il nuovo magazzino fa parte del secondo episodio in ampliamento previsto e caratterizzato da una altezza inferiore rispetto all’ampliamento a sud con il colmo della copertura a due falde, impostato appena sotto alla linea di gronda.
La larghezza maggiore deriva da una più facile gestione dello spazio attraverso la localizzazione di scaffali per l’immagazzinamento delle bottiglie in pallet o ceste metalliche. Il locale sarà climatizzato e le finestre aperte verso il tunnel e verso il portico della pigiatura. Il prolungamento della falda verso est ospita l’apparato impiantistico della cantina e il magazzino dei prodotti fitosanitari chiuso in modo ermetico a differenza dei locali impianti che verranno tamponati con un serramento composto da pannelli grigliati a protezione dagli urti ma senza copertura per una corretta ventilazione delle macchine. La continuazione della struttura costituisce l’ampliamento terminale del tunnel centrale tra i due fabbricati.
La razionalizzazione degli interventi ha reso necessario individuare uno spazio chiuso per la protezione e custodia delle macchine e delle attrezzature agricole.
A tal fine si è deciso di addossare nella parte posteriore al corpo di fabbrica del primo ampliamento uno spazio con funzione di ricovero.
L’addossamento del nuovo volume chiude di fatto il portico esistente, del quale la parte superiore sopra la linea della falda sarà comunque ampliamente finestrato al fine di ricavare un ulteriore magazzino collegato con quello esistente. Lo schema funzionale pertanto ragiona su ogni aspetto della consequenzialità delle fasi lavorative e disegna oltre alla pianta anche l’alzato del fabbricato, costituendone la peculiare forma che si completa nel disegno della facciata esistente della cantina originaria ad ovest attraverso l’uniformazione dei rivestimenti parietali.
La struttura, il tamponamento e i materiali di finitura
Dovendo interagire attorno ad un fabbricato esistente e nella logica della massima flessibilità nell’uso, la parte sostanziale dell’ampliamento si compone di una struttura a telaio in acciaio poggiante su sistema di fondazione in calcestruzzo. Configurando l’area servente e ragionando sulla possibilità di ampliamenti futuri, la decisione è stata di ragionare la struttura in modo razionale ed aderente al passo strutturale dell’esistente, scegliendo di conseguenza un tamponamento che fosse anche finitura attraverso l’uso di una tecnologia a secco attraverso la posa di pannelli sandwich di forte spessore affinchè sia garantito un buon grado di coibentazione degli ambienti interni.
La forma che ne deriva risulta essenziale e attinente con una tradizione di fabbricati rurali a cui l’intero intervento rimanda. A far da eccezione al sistema strutturale la chiusura perimetrale del ricovero attrezzi agricoli totalmente in calcestruzzo armato a formare superiormente un filo orizzontale aderente ad altri episodi nella parte di fabbricato su cui insiste come la torretta d’angolo a nord ed il setto di schermatura prospiciente. Il richiamo alla muratura basamentale viene ripresa in diversi settori del progetto, attraverso il getto di zoccolature in calcestruzzo con la funzione di formare una linea visiva di unione con l’esistente ed un elemento di protezione al monopanel retrostante e sopra impostato.
Come accennato, il tamponamento con elementi a secco ed il desiderio di uniformare visivamente la prima cantina con il nuovo ampliamento oltre a garantire un interessante grado di protezione alle partizioni murarie esistenti e migliorare la coibentazione, ha comportato il rivestimento del fronte esistente con lo stesso materiale che costituisce l’involucro dell’ampliamento composto da una superficie esterna micronervata di colore adeguato al contesto su cui il progetto insiste. Approfittando della sottostruttura di sostegno ai pannelli, a ridosso delle finestre e porta del piano terra sarà realizzata una piccola pensilina con funzione di protezione dal sole e dalla pioggia .
La colorazione dominante verrà individuata perché l’intera parte produttiva abbia un atteggiamento sommesso rispetto alla parte di rappresentanza adiacente ad eccezione dell’angolo sud ovest dove il rivestimento sarà caratterizzato da un innalzamento della parte muraria mentre a sud la prima campata sarà rivestita esternamente in lamiera colorata su cui verrà ritagliato il logo aziendale ed una parete sottostante con rivestimento a scandole di poco staccate per consentire la retroilluminazione. Il sistema concorre a definire una parte dell’immagine aziendale rendendola visibile anche nel percorso stradale che arriva da Belfiore.
Gli inserti ed i dettagli del fabbricato saranno realizzati in lamiera di acciaio zincato e verniciato di colore in analogia con le pareti intonacate della parte esistente.
La conformazione fatta per volumi semplici, consente la lettura completa del fabbricato nelle diverse fasi di sviluppo nel tempo individuando una chiara gerarchia tra le parti.
Nella pavimentazione esistente della prima cantina, la superficie sarà rivestita con uno strato di resina opportunamente scelta affinchè sia resistente all’usura e permetta la perfetta pulizia delle superfici. Nelle parti in ampliamento come nella chiusura del portico, il pavimento sarà realizzato in materiale ceramico di spessore adeguato alla carrabilità con muletti e resistenza meccanica per sopportare i carichi delle cisterne piene. Le superfici verticali saranno verniciate con prodotti idrorepellenti al fine di garantirne la perfetta pulizia.
Tutta la serramentistica avrà struttura e telaio in metallo verniciato.
La parte impiantistica sarà entro canala o condotta.
Al fine di migliorare la sostenibilità energetica dell’attività, la parte in ampliamento esposta a sud riporterà un impianto fotovoltaico sulla falda di copertura meglio esposta.
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